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La più grande fortuna di questa terra é la sua (relativa) lontananza dai grandi centri lombardi. Qui tutto é genuino, schietto, sincero. Col lago davanti e la montagna alle spalle, senza coltivazioni, è stato giocoforza giocare coi pesci del lago e gli animali della montagna, anche se non c’è alcuna chiusura verso le materie prime che vengono da fuori, come i prodotti del mare e quelli della pianura lombarda e piemontese.
Ecco allora risotto, polenta, bolliti, ossi buchi e tutto ciò che appartiene alla cultura enogastronomica del circondario.
Dalle montagne vicine scendono scendono i capretti – prelibati, e cucinati con sapiente maestria – e i formaggi da latte caprino, eccellenti e impiegati con fantasia.
Però è nel pesce d’acqua dolce (che c’è tutto l’anno, pur in differenti specie) che i ristoratori danno il meglio della loro abilità. Ed ecco piatti a volte delicatissimi, altre volte rinvigoriti da accostamenti decisi: qui, dove non arriva il turismo di massa al quale si può mettere nel piatto cose qualsiasi, il cliente dev’essere conquistato e poi, cosa ancor più importante, invogliato a tornare.
Qui non ci sono meeting, congressi, grandi eventi che attirino folle di persone. Qui si viene per godere le bellezze naturali e i gusti genuini.
Bar e birrerie sono accoglienti e ben forniti e per le dolcezze ci sono buoni indirizzi.
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